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La Radio di Alberto Sordi
Alberto Sordi
Comprendi l'importanza?
ANNO RILASCIO 2009 SUPPORTO CD
LABEL Via Asiago, 10 VOLUMI 1
Nr. CATALOGO TWI CD AS 09 47 DOWNLOAD € 9,99
BARCODE ACQUISTO € 14,00
E' uscito il N. 23 della collana Via Asiago 10 dedicato al grande ALBERTO SORDI dal titolo "LA RADIO DI ALBERTO SORDI Comprendi l'importanza?". Dopo circa due anni di ricerche presso gli archivi di Radio Rai, finalmente pubblichiamo un cd che raccoglie alcune delle sue performance giovanili alla radio nonchè interviste, canzoni e scenette irresistibili come solo il grande Albertone poteva regalarci. Nella casa di piazza S. Cosimato, a Trastevere, la famiglia Sordi disponeva di tre radio. Un’esagerazione, quasi un’ostentazione di benessere, anche per un nucleo piccolo-borghese, con papà musicista, basso tuba nell’orchestra del Costanzi (futuro Teatro dell’Opera) e mamma maestra. Tre apparecchi radio, valvole e “filo terra”, perennemente accese, Rete Rossa, Rete Azzurra, la grande Eiar. Una radio che parlava all’Italia, a tutti gli italiani, sia pure sotto un regime dispotico, con un controllo totale sul piano dell’informazione. Ma per l’adolescente Alberto quegli ingombranti apparecchi, salotto buono ovviamente, costituivano astrazione, sogno, immaginazione. Verso la fine degli anni Quaranta Alberto Sordi è già un nome, un attore affermato. Una ventina di film, teatro, rivista, commedia musicale, doppiaggio. All’appello mancava il mezzo più popolare: la radio. Il modo giusto per arrivare nelle case degli italiani, per raggiungere tutti coloro, e non erano pochi, che il cinema non se lo potevano permettere. Non era facile fare la radio, ancora discretamente ingessata sul piano dell’intrattenimento. La sua proposta di un ideale “Alberto Sordi Show” venne rifiutata, in quanto ritenuta “esagerata e non consona agli spazi collettivi già esistenti”. Questa, in sintesi, la burocraticissima risposta di Sergio Pugliese, allora direttore dei programmi radiofonici. Sordi non si perse d’animo, superò brillantemente il provino e continuò ad insistere. Da solo davanti ad un microfono, lui che era abituato al calore (a volte pure troppo) del pubblico vociante e agguerrito, si accorse che i funzionari non ridevano: “La risata se la tenevano dentro, non riuscivano ad esternarla e se la facevano rimbombare dentro le capocce.” Gli offrirono qualche apparizione a Hoop... là!, un programma di successo presentato da Mario Riva e diretto da Riccardo Mantoni, fratello di Corrado. Il programma andò in onda fino alla primavera del 1948. Era il 13 novembre 1947, messa in onda sulla Rete Rossa (futuro Secondo Programma), il giovedì alle 21,05. L’attore mise a punto, insieme a Fiorenzo Fiorentini, un personaggio di sicuro effetto, il Signor Dice, sempre alla ricerca della parolina che non arrivava. Fiorentini, di nascita balbuziente, basava tutto sull’attesa, sulla parola che non arriva e che snerva e innervosisce l’ascoltatore. Sordi fu bravissimo con le sue “appoggiature”, spesso improvvisate. Nel nostro cd sono presenti due estratti da quella storica trasmissione, L’amore e Il pompiere. Intanto continuava ad insistere per ottenere un suo spazio, venti-trenta minuti in totale solitudine, basandosi sui riti dell’Italia di allora, che lui ben conosceva. Era il compagnuccio della parrocchietta, con tanto di don Isidoro, satira della nascente Italia democristiana, caritatevole ma scaltrissima.Pugliese nicchiava e Sordi non demordeva. Finché avvenne l’episodio decisivo. Il direttore andò in vacanza a Positano e Sordi lo seguì, come un postulante, fingendo di incontrarlo casualmente ogni giorno. E intanto ricordava quella sua proposta. Un giorno Pugliese fece una gita in barca e perse gli occhiali. Preoccupatissimo, promise una lauta ricompensa a chi li avesse ritrovati. Si organizzò una barca di recupero con tre pescatori a bordo e Sordi si unì al piccolo equipaggio. Una volta a largo si tuffò e ritrovò gli occhiali tanto preziosi. Li consegnò al direttore, rifiutò la ricompensa ma ricordò, stavolta più energicamente, la sua proposta. Il rigore storico ci porta però a non identificare la partecipazione ad Hoop… là! come l’autentico debutto radiofonico di Alberto Sordi. Nel 1940, a guerra già scoppiata, l’attore venne convocato all’ultimo momento per presentare uno spettacolo a Roma, al Teatro Valle. Per non muoversi da Roma e poter continuare a recitare aveva chiesto e ottenuto di far parte della banda presidiaria dell’Ottantunesimo Fanteria: suonava i piatti e la sera recitava con la compagnia di Za Bum. Del resto aveva superato l’esame Siae come musicista presentandosi come mandolinista. Quella sera al Valle si presentò in divisa, totalmente ignaro della scaletta e del contenuto dello spettacolo, improvvisò dall’inizio alla fine e lo show andò in onda integralmente fra lazzi, battute e rumorosissimi rilanci del pubblico in sala. Ci furono anche dei momenti di panico. Centinaia di ragazze si avventarono letteralmente su Roberto Villa, fascinoso attore modello “telefoni bianchi”, risposta italiana a Robert Taylor. Lo sventurato perse anelli, capelli, molti vestiti e addirittura un dente. Fortunatamente dalle quinte arrivò Primo Carnera, che faceva parte dello show, lo prese in braccio e lo riportò in camerino. Purtroppo non vi è traccia del documento, verosimilmente debutto radiofonico di Alberto Sordi, peraltro in veste di conduttore. Nel novembre 1948 inizia Vi parla Alberto Sordi, la trasmissione dove è inserito il compagnuccio della parrocchietta, personaggio già in evoluzione. Due i frammenti inseriti nel nostro cd. Il primo è un monologo sull’abbonamento alla radio, il secondo La partita di calcio, una irresistibile scenetta in cui il compagnuccio si improvvisa fotoreporter per il giornale della parrocchia e fotografa i portieri di Lazio e Fiorentina, rispettivamente Sentimenti IV e Costagliola. Esiste anche una versione mai apparsa e probabilmente distrutta, in cui Sordi imita il forte accento barese di Costagliola e sfotte pesantemente il modenese portiere della Lazio e della Nazionale perché prendeva molti goal da lontano a causa della sua forte miopia. La trasmissione andava in onda sulla Rete Rossa il giovedì (più tardi anche il venerdì) alle ore 21,15. Si concluderà il 29 aprile 1949. Alla fine del 1949 arriva un momento in cui radio e cinema sembrano coniugarsi idealmente nella vicenda professionale dell’attore. Vittorio De Sica, fedele ascoltatore delle sue trasmissioni, decide di portare sul grande schermo quelle scenette. Non solo. D’accordo con lo stesso attore costituisce una società per produrre la pellicola. Il progetto è grosso, Cesare Zavattini è della partita e la regia viene affidata a Roberto Savarese. Il fatto che il primo regista italiano Premio Oscar decidesse di fare un film sulla radio era già una notizia. Ma qualcosa non funziona. Quando nel 1951 esce Mamma mia, che impressione! l’accoglienza è tiepida. Le gags sono quelle originali scritte per la radio, ma la trasposizione si rivela infelice. Molto lucida la riflessione di Sordi: “Puntammo troppo sui dialoghi, sulla parola, come se si trattasse ancora una volta di un’impresa di carattere radiofonico. La gente andava a vederlo spinta dal ricordo del programma radiofonico, però rimaneva un po’ delusa.” La seconda serie di Vi parla Alberto Sordi – che inizia giovedì 10 novembre 1949 alle 20,33 sulla Rete Azzurra – presenta una succulenta novità: l’orchestra di Francesco Ferrari. Quanto di meglio disponeva la radio in fatto di formazioni orchestrali. La trasmissione prosegue alternandosi il giovedì e il venerdì fra le due reti fino al 23 marzo del 1950. L’attore torna in radio nel 1952, per un mese, dal 2 gennaio al 6 febbraio, alle 13,30, sempre quindici minuti, con una rubrica dal titolo Alberto Sordi al microfono; il contenuto non è cambiato ma la denominazione sì; ora è definitivamente Secondo Programma. Nello stesso anno, dal 6 maggio al 24 giugno, arriva Teatrino di Alberto Sordi, Secondo Programma, martedì alle 21,00 (ma questa volta la trasmissione dura trenta minuti). Nel cd è presente una traccia importante, Il commiato del Conte Claro, uno dei personaggi più popolari del Sordi radiofonico. Mario Pio e il Conte Claro furono probabilmente le sue interpretazioni più amate dell’epoca, fortemente caricate e di fatto mutuate da personaggi esistenti, sia pur fittizi, che rispondevano agli ascoltatori in radio e ai lettori sulle pagine dei rotocalchi più diffusi, firmandosi appunto Maria Pia e Contessa Clara e dispensando consigli e buone maniere nei confronti dei fatti della vita. Una satira che influenzò molto Federico Fellini, all’epoca anche lui radiofonico, che in seguito nei suoi film tratterà con mordente e spregiudicatezza il mondo dei fotoromanzi, delle celebrità e dei miti popolari. La seconda e ultima serie del Teatrino di Alberto Sordi risale all’estate del 1953, in onda, con la regia di Riccardo Mantoni, dal 17 luglio all’11 settembre sul Secondo Programma, il venerdì alle 21,15. Ecco come il Radiocorriere presenta il nuovo ciclo: “Accentuando quel tono scombinato e fumistico di certe sue interpretazioni, egli scomporrà se stesso in molteplici personaggi, voci, asterischi e persino canzoni, in cui l’illogicità servirà da grammatica e la bizzarria da sintassi.” È già un Sordi molto affermato quello che si ascolta nel 1955 nella rivista Il piccolissimo teatro del Quartetto Cetra, un programma di Faele in cui l’attore romano indossa i panni di Nando Moriconi nell’ormai celebre scenetta dell’ Americano del Kansas City, canta Civeta (“un ritmo lento del maestro Vinciguerra”) e propone un suo personale teatrino. Dello stesso anno è la ben nota Carcerato (“un ritmo lento del maestro Gambara”), colta nel corso della premiazione delle Maschere d’Argento, conduttore Nunzio Filogamo. Con Il sogno americano iniziano gli omaggi alla carriera. La traccia è tratta da Io, Alberto Sordi, un programma del 1968 di Mario Bernardini, diretto da Dino De Palma, in cui l’attore reinterpreta radiofonicamente alcuni momenti della sua carriera con tanto di pubblico in studio. Nel 1969 Sordi entra nel cast di Gran varietà, riproponendo il Conte Claro e Mario Pio basandosi sui testi originali delle scenette, ma potendo contare su di una spalla d’eccezione come Gianni Agus, suo collega “boy” nella compagnia di Wanda Osiris. Le scenette verranno riproposte tre anni dopo in Formula 1. Risale al 1977 Alberto Sordi racconta, programma di Franco Rispoli e Ettore Scola in cui l’attore approfondisce il carattere dei suoi personaggi. Da notare che Scola era stato un suo compagno di viaggio fin dall’inizio della carriera. Il documento più recente inserito nel cd è del 1999, tratto dal programma di Rosanna Piras Profili, in cui Sordi rievoca il suo esordio radiofonico e il già citato episodio di Positano. I personaggi di Alberto Sordi – come pure tutti i suoi doppi – ci commuovono e ci toccano direttamente. Un contributo prezioso alla nostra memoria. Grande eroe minore del quotidiano, il Sordi radiofonico ci mostra quanto l’Italia sia cambiata. Al di là delle risate – che arrivano sempre e puntualissime – e dell’immenso talento, la comprensione e la percezione della distanza da quel mondo ci aiuta a crescere nella nostra coscienza civile.
1  .
L'americano del Kansas City
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2  .
Il sogno americano
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3  .
Il Signor Dice: "L'amore"
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Civeta
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Alberto all'Eiar
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Monologo:l'abbonamento alla radio
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Teatrino di Alberto Sordi
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Il Signor Dice:"Il pompiere"
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Il compagnuccio è tornato
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10  .
La partita di calcio
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Carcerato
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Il Conte Claro
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Mario Pio
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14  .
Il commiato del Conte Claro
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